Addio Marisa Giraldo, aveva 81 anni, una vita con il marito nel cuore di Treviso

Una leucemia fulminante l’ha strappata all’affetto della famiglia, e della piazza, nel giro di poche settimane.

TREVISO. Una leucemia fulminante l’ha strappata all’affetto della famiglia, e della piazza, nel giro di poche settimane.  Maria Luisa Castagna Giraldo, per tutti Marisa, aveva 81 anni. E fino all’insorgere della malattia è stata attivissima: la si vedeva spesso nella “sua” piazza. Tre anni fa aveva perso l’adorato marito Alberto, sposato nel 1959.

Una coppia nel cuore della città, non solo per la gioielleria che fronteggia palazzo dei Trecento e la Loggia, oggi gestita da figli e cognati.

Maria Luisa è stata il pilastro della famiglia ed esponente di una dynasty che ha segnato la storia del Novecento cittadino. Del commercio, dell’arte e della cultura, della vita sociale e civile, persino nella drammatica rapina che vide la famiglia in ostaggio, il 19 dicembre 1980, giusto 40 anni fa, della banda dei neri dei Nar (i due Fioravanti, Mambro, Cavallini, Trincanato, Belsito & Co.).

Donna di grande eleganza, spirito giovanile, di una bellezza che non passava inosservata, Maria Luisa ha condiviso con il consorte due grandi passioni: la musica e l’arte. E quando serviva, non si sottraeva dal dare una mano in gioielleria. E da protagonista ha visto anche la grande stagione della galleria d’arte sopra la bottega, dove hanno esposto con le loro personali i grandi nomi della pittura trevigiana.

E poi le grandi amicizie con gli artisti e i personaggi più autentici di Treviso. «Una donna che ha amato la città nel profondo del cuore, da un posto speciale come la piazza che ne è l’essenza», dice chi la conosceva bene. Non a caso si aveva voluto trasferirsi recentemente sopra lo storico negozio.

Lascia i figli Laura e Gianni, il genero Massimo e la nuora Sarah, i nipoti Marina, già consigliere comunale del Pd, Claudia, Marco e Giulia, i cognati Luciano, Guido, Bruno e Annamaria.

L’ultimo saluto in Duomo, lunedì alle 15. La famiglia ha lanciato, nella triste circostanze, una raccolta di offerte a favore dell’Ail, per sostenere la ricerca contro le leucemie, e una a favore dell’Advar.