Giunto a vivere a Crevada, dopo il matrimonio con la sua amata Giusy, qui aveva costruito la sua casa. Aveva lavorato inizialmente come dipendente nel settore edile e poi come magazziniere all’ex Star, poi rilevata dall’Indesit, in via Crevada a Refrontolo. La sua passione era lo sport. Lo ricorda il figlio Roberto: «In mio padre vedevo la vita. Era appassionato di montagna, trekking, ma anche mountain-bike e bicicletta da corsa. Le sue destinazioni la domenica erano soprattutto le nostre montagne, il col Visentin e il Pizzoc. Era andato in pensione a fine 2015, dedicandosi poi alla famiglia. Ma il tempo, per lui si era fermato quel 16 agosto 2016, quand’è stato colto da infarto in casa. È rimasto per otto lunghi minuti senza ossigeno al cervello. Otto minuti che gli sono stati fatali. Da quel giorno, era in stato vegetativo. È stato ricoverato in casa Fenzi, dov’è stato assistito con professionalità. Aveva necessità di tutto ed era alimentato artificialmente con la peg». Gildo D’Arsiè lascia la moglie Giusy, il figlio Roberto con Irene, i nipoti, i cognati. Il funerale è martedì alle 10.30, nella chiesa di Crevada. La salma di Gildo troverà riposo nel cimitero di Susegana.