Avvocato, lascia il marito Matteo Ruberti e un figlio di 7 anni. Vastissimo cordoglio, mercoledì l’addio nella chiesa di Vascon
TREVISO – CARBONERA. Aveva solo 44 anni, l’avvocato Marzia De Zotti Ruberti. È spirata sabato, all’ospedale di Udine, per le inattese e fatali complicazioni seguite a due delicatissime operazioni nel reparto di Neurochirurgia.
Aveva sfidato il male, scoperto soltanto due mesi fa, con estremo coraggio e con una energia contagiosa: ma anche la sua volontà di vivere ha dovuto piegarsi.
«Era davvero convinta di farcela, e aveva affrontato le cure e gli interventi con estrema positività», dicono gli amici.
Ma anche a Carbonera e Vascon, paese dei Ruberti, famiglia già colpita in passato dal destino.
Era responsabile dell’ufficio legale di Oviesse, Marzia De Zotti. Aveva studiato al liceo linguistico, poi si era iscritta a Giurisprudenza a Trieste, e dopo la laurea aveva fatto pratica nello studio legale Campoccia-Franchin, per passare quindi allo studio Laghi & Tabacchi. Ma infine aveva scelto un percorso in azienda, che riteneva non meno stimolante e gratificante,
«Una professionista di grande competenza, di una precisione e uno scrupolo rari che le consentivano di gestire nel migliore dei modi i contenziosi», testimonia affranto chi l’ha conosciuta nel lavoro, «Non a caso ha avuto molto successo, ed era stimata e apprezzata».
Ma è sul piano umano che arrivano i ricordi più toccanti, anche in rete. In molti sottolineano la sua intelligenza. «Una persona squisita, buona come il pane», la piange un’amica. Un’altra ricorda «la sua empatia, la sua generosità nello stare con gli altri, ci si affezionava subito perché lasciava un grande segno in chi la conosceva».
E poi «la sua solarità, il suo spendersi per relazioni vere e profonde», il suo impegno nelle scuole frequentate dal figlio. E ancora l’amore per la montagna e la passione per il teatro, l’attività nel volontariato e nel sociale, in particolare per “Costruisci un sorriso”, onlus che si occupa di istruzione nei Paesi africani, in primo luogo nel Congo. La famiglia ha chiesto, anziché fiori, di sostenere questa associazione coneglianese.
Lascia il marito Matteo, il figlio Francesco, la cognata Roberta con il marito e i figli, i genitori.
Mercoledì l’addio, alle 11, nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia a Vascon di Carbonera. Ieri, nella cappella di villa Ruberti sempre a Vascon, suo luogo del cuore, è stato recitato il rosario.