Originario di Villorba, aveva 53 anni e viveva a Jesolo. L’allarme dei genitori, che non riuscivano a mettersi in contatto con lui. Era un volto noto della piazza
VILLORBA. Lo hanno trovato morto nella sua abitazione di Jesolo il 7 settembrepomeriggio, dopo che la madre non riusciva a mettersi in contatto con lui.
Roberto Meneghetti, 53 anni, è deceduto durante il week end, forse sabato, dal momento che venerdì sembra che qualche amico lo avesse sentito. Originario di Fontane di Villorba, dov’era molto conosciuto, da qualche tempo abitava tra Jesolo e Pianezze, dividendosi nelle due case di proprietà della famiglia.
La morte sembra sia avvenuta nel sonno, forse a causa di un infarto o di un malore, e non è escluso che sul suo corpo possa essere effettuata una autopsia.
A insospettirsi per il fatto che non lo sentiva, è stata la mamma dell’uomo, abituata a chiamarlo spesso al telefono. La donna preoccupata per il fatto di non riuscire a mettersi in contatto con lui, ha sentito una vicina. Ieri la triste scoperta. Sul suo profilo facebook, il messaggio dei genitori, per avvertire le tante persone che lo conoscevano e che gli volevano bene.
«Ciao Roby. Sei salito al cielo. Usiamo il tuo profilo per avvisare tutti quelli che ti conoscono. Mamma e papà». Sotto al messaggio, in pochissimi minuti, una marea di persone hanno scritto, ricordando l’amico e facendo le condoglianze alla famiglia. Che adesso è chiusa nel dolore. Il 53enne era molto legato alla madre.
Per tutti era Roby “Spadino” (Happy Days), tanto che qualcuno pensava fosse addirittura il suo vero cognome. Era un grande utilizzatore dei social, grazie ai quali si teneva in contatto con il mondo, anche se nella vita era spesso solitario.
La sua passione, sin da ragazzino, era lo sport. Pratica va molte discipline, dal nuoto alla corsa. Quando poteva macinava chilometri, la forma era la sua ossessione. Non solo faceva sport, ma lo guardava. Era tifoso del Benetton basket, così come del Treviso calcio, di cui collezionava sciarpe, magliette, sciarpe, aveva di tutto.
Un collezionista Ultras che si era fatto rivedere in “curva” da un po’. Ma soprattutto – lo ricordano gli amici – un uomo particolare, con un mondo tutto suo e un cuore grande, dove c’era spazio per tutti. Ed è per questo, che quando aveva bisogno di stare in compagnia, c’era sempre qualcuno pronto a mollare tutto, per andare da lui.
«Aveva sempre il sorriso sulle labbra, era solare e disponibile».
Seguiva diete vegane, era attentissimo a quello che mangiava. La madre, infatti, aveva aperto il primo negozio biologico di Treviso, in piazzale Giustiniani.
Per un periodo ha lavorato a Treviso, nella palestra Fitman. Ma anche all’Arep di Villorba, dove ogni tanto andava a nuotare. Il suo universo è sempre ruotato attorno allo sport.
«Era un uomo sincero e una persona con la quale era bello stare assieme» lo ricorda Marco, amico di vecchia data «mi viene in mente quando passava nel mio laboratorio, e ci veniva a piedi facendo chilometri di strada». Ieri sera gli amici più cari si sono ritrovati, per organizzare qualcosa in sua memoria.