Era un personaggio notissimo: ospite dei più fortunati programmi tv, riferimento di collezionisti e vip (Arbore, Pavone, Little Tony, Caselli, De l Piero, Marzotto) che gli chiedevano i juke box o glieli facevano restaurare.
CASTELFRANCO. Era il mago dei juke box, l’unico in Italia a riparare e a vendere le apparecchiature che hanno scandito per 30 anni la vita dei giovani e dei locali.
Claudio Tosato aveva solo 62 anni. Lo ha stroncato una forma aggressiva di Coronavirus, all’ospedale di Treviso.
Figlio del ciclista castellano Mario Tosato, pro della Torpado fra anni ’50 e ’60, al papà deve la nascita della sua passione per i dischi. Nel locale che Mario aprirà sotto la torre civica c’è un juke box. Il padre scopre che il “giradischi a gettone” ha enormi potenzialità e fonda la MT (Machieraldo e Tosato, i due soci), che distribuisce e ripara juke box. Ma l’epopea avvia al tramonto negli anni ’70….E qui entra in scena Claudio, rimasto “folgorato” dai juke box a 14 anni: li mantiene in vita, li recupera e li riparai.
Intuizione vincente, per un mercato di nicchia ma fiorente. Ne diventa uno dei maggiori esperti, acquisendo una rarissima competenza: al suo laboratorio in via Corazzin arrivano da tutta Europa. E poi la musica: già a 8 anni aveva cominciato a collezionare i 45 dei juke box via via sostituiti. L’inizio di una strepitosa e rara collezione, che lo porterà anche a diventare uno dei dj più amati di Radio Castelfranco.
«Al di là della sua assoluta maestria sui juke box – spiega Armando Cardazzo autore di “Juke Box, una storia fatta di musica”, libro che narra la saga di queste apparecchiature, «sui 45 giri aveva una cultura sconfinata. C’era un gioco tra noi: io dicevo il brano sul lato A e lui immancabilmente sapeva il brano sul lato B”.
Tosato lascia la moglie Valentina e i figli Marco, Luca e Linda: ancora da definire la data dei funerali.
Un altro lutto per una Castelfranco flagellata dal Covid, In piazza sotto i portici, siamo al “muro del pianto”: 20 le epigrafi affisse ieri.