Casa di riposo Cesana Malanotti di Vittorio Veneto, aprile choc: 30 morti in 27 giorni

Coronavirus. Impressionante ondata nelle due sedi dell’Ipab: non tutte per il virus. Ma intanto il Covid fa la prima vittima a Cordignano

VITTORIO VENETO. Altri tre morti di Covid 19, ieri nel Vittoriese, a certificare come l’emergenza non sia affatto in ritiro. I tre decessi sono avvenuti al Cesana Malanotti di Vittorio Veneto, alla Casa di Riposo di Cordignano e alla Fondazione De Lozzo Da Dalto di San Pietro di Feletto. Tutte gli anziani risultavano contagiati.

C’è fortissima preoccupazione nelle strutture per anziani. Dicono che ieri, in un summit con i direttori delle case di riposo, Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl 2 ha confermato che sarebbero più di una dozzina gli istituti che seguitano ad essere puntualmente vigilati per la presenza di ospiti positivi, in alta percentuale. E il dg non ha nascosto la preoccupazione e l’esigenza di un accompagnamento quotidiano e puntuale. Ha citato, fra le situazioni più “attenzionate”, oltre a casa Fenzi e Cesana, anche la casa di riposo di S.Maria di Feletto e “Casa Amica” di Fregona, dove all’ultimo ‘tamponamento’ sono risultati 26 Covid, per quanto tutti asintomatici. 

Una decina di decessi sono avvenuti in ospedale. Pochi i contagiati da Covid. Nel mese di aprile, invece, i morti sarebbero stati, fino ad oggi, circa una trentina. E se sono 11 nelle ultime due settimane, sono stati addirittura il doppio nelle prime due. Una dozzina i pazienti colpiti dal virus, come accertato dai tamponi dell’Usl 2.

I dati sono stati richiesti dal sindaco Antonio Miatto, per portarli a conoscenza del consiglio comunale in programma la prossima settimana. E’ pur vero che i decessi vengono regolarmente comunicati dall’istituto ai competenti uffici comunali, ad Usl 2 e Prefettura. 

E si diceva di “Casa Amica” di Fregona. «Tutti i nostri residenti stanno bene», ha rassicurato ieri pomeriggio una coordinatrice dell’istituto, nella consueta comunicazione quotidiana via social, «Abbiamo 3 persone in isolamento precauzionale con sintomi lievi, ma per il resto stiamo bene. Dal 4 maggio non si riapriranno immediatamente le visite ai parenti, perché dobbiamo attendere le indicazioni dell’Usl 2 a riguardo. Noi siamo anche una struttura con ospiti positivi ai test Cpvid, e quindi non è automatica la riapertura. Questo lo diciamo purtroppo per tutti i parenti che desiderano venire a vedere i loro cari e così anche i nostri anziani che vogliono rivedervi e riabbracciarvi, ma purtroppo ancora non sarà possibile».

E ritornando a Vittorio Veneto, intanto, il sindaco Miatto ha analizzato i decessi della sua città negli ultimi 5 anni, relativamente al primo trimestre di ogni anno. E ha scoperto che sono in regresso: 105 nel 2016, 112 l’anno successivo, un centinaio nel 2017, 97 nel 2018, 89 l’anno scorso, 88 nei primi tre mesi di quest’anno. «Stiamo verificando il significato di questa riduzione», conclude Miatto, «E in particolare vorremmo capire in che misura il Covid ha colpito di più dell’influenza».