Giovanni Manzon, il commercialista di Treviso che sopravvisse alle foibe, morto per il Covid

Deceduta anche ElsaTomasi, contagiata due volte dal virus: San Biagio in lutto.

TREVISO. Da bambino era sopravvissuto alle foibe, come lui stesso aveva raccontato in un’intervista video per un progetto della casa di riposo in cui era ospitato dal 2015.

Giovanni Manzon, 82 anni, storico commercialista di Treviso, sabato scorso si è però dovuto arrendere al covid, riscontrato la scorsa settimana ed arrivato a gravare irrimediabilmente sulla sua condizione di salute, che da circa un anno si era aggravata sensibilmente.

L’uomo, originario di Fiume e di umile famiglia, era riuscito a farsi da sé, lavorando, studiando musica e pagandosi gli studi. Fino alla laurea in Scienze economiche e commerciali e al successivo esame per diventare dottore commercialista. Di lì l’inizio di una brillante carriera in città, prima nello studio in via Longhin quindi in Rivale Castelvecchio, diventando un vero e proprio punto di riferimento per numerosi imprenditori trevigiani.

Abitava assieme alla moglie Elena – mancata 11 anni fa – in viale Trento e Trieste ma. Dopo la pensione aveva riscontrato i primi problemi di salute, in particolare per la malattia di Parkinson. Nell’ultimo anno, dopo che dal 2015 era ospitato alla struttura per anziani Casa Mia di Casier. Il covid, nei giorni scorsi, ha fatto il resto.

L’uomo, che lascia le figlie Paola e Claudia, con i generi Ferruccio ed Antonio e gli amatissimi nipoti Caterina, Michele, Carlo e Giulio, è stato salutato giovedì nel duomo di Treviso. Si terranno venerdì, alle 10, nella chiesa di Cavriè di San Biagio i funerali di Elsa Tomasi, 85 anni, vedova di Luigi Tronchi e con lui volto noto dell’Osservatorio Antelao era anche lei residente in una Rsa.

Era guarita dal covid in primavera, guarita e nuovamente positia neiu giorni scorsi. Nel giro di qualche giorno le sue condizioni si aggravano, fino al decesso domenica.