Giuseppina Gentilini morta per il Covid a 89 anni, era la sorella dell’ex sindaco di Treviso

Vittorio Veneto, lo sceriffo: “Addio mia gemellina”. Era la madrina della Liga Veneta, un volto noto nella comunità Vittoriese

VITTORIO VENETO. È morta la “madrina” della Liga Veneta, un volto notissimo in tutta la comunità vittoriese. Se l’è portata via il Covid-19, come centinaia di altre vite in provincia di Treviso. Aveva 89 anni. Si tratta di Giuseppina Gentilini, la sorella dell’ex sindaco di Treviso Giancarlo, lo Sceriffo.

«Era “la gemellina”, come io la chiamavo, ad ospitarci in casa, a Vittorio Veneto, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta – ricorda il fratello Giancarlo – c’eravamo tra gli altri io, Gobbo, Bossi, Maroni, Calderoli. La Beppina ci faceva una festa indescrivibile, offrendoci la cena e tutta la sua simpatia. Spronava Bossi ad andare avanti, lo caricava d’entusiasmo, e lui la ricambiava d’affetto».
La casa del 1.600 dei Gentilini si trova nell’antica Serravalle, e Giuseppina, vedova De Nardi, si trovava da qualche tempo in ospedale a Vittorio Veneto a causa dell’infezione da coronavirus, dove purtroppo il virus non le ha lasciato scampo nonostante gli sforzi del personale medico e sanitario.


«Era una donna piena d’energia e le ultime volte che l’ho incontrata – riferisce Giancarlo – la vedevo spegnersi progressivamente, come una candela. Ma se io sono stato… quello che sono stato, lo devo a lei. Adesso il mio cruccio è di non poter partecipare nemmeno al rito funebre».

Le esequie sono in programma questa mattina, alle 10.20, nella chiesa di Santa Giustina; poi la salma sarà portata alla cremazione. Giuseppina lascia i figli Paola, con Otello, e Giulio con Valeria, e i nipoti Giulia, Nico, Tiziano e Nina. Neanche i figli potranno partecipare all’estremo saluto alla madre perché anche loro in quarantena.

«Con Giuseppina e l’altra gemella Laura – ricorda ancora Giancarlo Gentilini – abbiamo vissuto la storia in tutte le sue contraddizioni. C’eravamo anche noi all’inaugurazione dell’aeroporto di Treviso, quando è venuto Mussolini. Durante la guerra ricordo, come fossi oggi, che fuggivamo dalle bombe in bicicletta (io portavo le bambine sul bastone), nascondendoci nei fossati. Venne la Liga e ogni volta che arrivavano i “capi” salivamo nella casa paterna a Vittorio per festeggiare. Lei, Giuseppina, era sempre premurosa. Ma in occasione di una festività di santa Augusta ci lanciarono un razzo che incendiò la villa e ricordo che quella volta Bossi ci rimase veramente male». Giuseppina Gentilini nel suo quartiere era molto conosciuta per l’attività di decenni come titolare di una cartolibreria al piano terra della casa di via Caprera.

«È morta la sorella di un caro amico, al quale mi sento in questo momento di essere vicino – afferma il sindaco Antonio Miatto – sapevamo che negli ultimi giorni si era aggravata in modo particolare, e c’erano poche speranze, ma sono sempre momenti di dolore nei quali tutti uniamo il cordoglio al dolore dei famigliari e di Giancarlo che sappiamo era molto legato ed è molto triste».

«A Giancarlo tutto il mio affetto, perché so quanto Giuseppina rappresentava nella sua vita. E anche in quella della Lega» ammette l’europarlamentare Gianantonio Da Re. Un lutto che non ha lasciato indifferente il mondo della politica: in tantissimi, in queste ore, hanno fatto sentire la loro vicinanza all’ex primo cittadino trevigiano.