Il dramma a Treviso: Mara stroncata da una polmonite a 38 anni

Per Mara Biffis fatali le complicanze dopo una ricaduta: è spirata al Ca’ Foncello. I tamponi hanno escluso il coronavirus

TREVISO. Riservata, attaccata agli affetti della sua famiglia, semplice ma dal sorriso coinvolgente e generoso. Mara Biffis avrebbe compiuto 39 anni il 29 luglio. Le complicanze di una polmonite, apparsa poco meno di un mese fa, se la sono portata via l’altra notte.

A Cavriè di San Biagio, il suo era un viso molto conosciuto: lavorava infatti da qualche anno come assistente alla poltrona nello studio dentistico del dottor Mainardi.

E conosciuti sono pure papà Renato, pittore autodidatta, e mamma Patrizia, il fratello Luca e la cugina Martina Cancian, assessore a San Biagio e in Provincia.

La sua vita, fatta di relazioni sincere, di passione per gli animali – i gatti in particolare – e nell’ultimo periodo pure dello yoga, ai primi di aprile si era trovata di fronte ad una battaglia, apparsa fin da subito molto difficile, in salita. Mara era infatti stata ricoverata all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso per quella che si è rivelata essere una grave forma di polmonite, ed il suo quadro clinico era apparso fin da subito molto difficile e compromesso.

Sino a quel momento non aveva avuto nessuna avvisaglia che potesse far presagire una situazione tale ed entrambi i tamponi che le sono stati effettuati hanno accertato la negatività al coronavirus.

Con la tenacia di sempre Mara era quindi riuscita a rientrare a casa. Pur affaticata aveva provato a riprendere in mano tutto. Tre giorni fa, però, il tracollo. La notte del 7 maggio i suoi erano stati infatti costretti a richiedere l’intervento dei sanitari del 118 di Treviso, per un ulteriore ricovero.

Ieri notte, a fronte di una serie di complicazioni, quella polmonite ha avuto la meglio. Portandosela via a 38 anni. Accanto a lei i genitori, il fratello, sui quali improvvisamente è piombato addosso un dramma, che hanno deciso però di affrontare con la stessa sobrietà, la stessa semplicità e discrezione di Mara.

Lei, che dopo le superiori tra Mazzotti e Besta a Treviso, aveva iniziato a lavorare quasi subito come assistente alla poltrona in alcuni studi dentistici vicino casa e che nella vita come nel lavoro – l’ultimo nello studio di Cavriè – sapeva regalare un sorriso a tutti.

L’impegno estivo assieme ai coetanei nei campi scuola della parrocchia, quel carattere generoso che iniziava sin da allora ad emergere, fino alle attenzioni ai suoi affetti. In particolare all’amata nipotina Aurora, figlia del fratello Luca, ma pure ai tanti amici e alle tante amiche che aveva. Questo era il mondo di Mara. «La generosità era la dote che la contraddistingueva di più», la ricorda il fratello, «Amava tutti i suoi cari e, con la sua personalità discreta e mai eccessiva, si è sempre dedicata agli altri».

Il saluto a Mara Biffis verrà dato in forma privata dopodomani. La chiesa di Cavriè, alle 9.45 di mercoledì, accoglierà il feretro della donna, accompagnata dai parenti più stretti. Grande il cordoglio in tutta la comunità di Cavriè che, pur nelle difficoltà del momento, ha fatto arrivare moltissimi messaggi di vicinanza alla famiglia.