Preganziol, Caterina se n’è andata in braccio alla mamma, poco dopo la nascita

I genitori sapevano che non sarebbe sopravvissuta : «In pancia era viva, è stata una grazia poterla coccolare»

PREGANZIOL. Giusto il tempo di un tenero abbraccio, appena dopo il parto,  con i genitori e il rito battesimale, poi la neonata Caterina Sartore è andata incontro al suo destino.

«Le era stato diagnosticato un problema ai reni» spiega il papà Francesco «sapevamo che non sarebbe sopravvissuta, abbiamo deciso comunque di portare avanti la gravidanza, perché in pancia era viva. Abbiamo avuto la grazia di poterla coccolare, benedire ed è vissuta per pochi minuti, non c’è stato niente di inaspettato».

Il parto è avvenuto mercoledì 22 aprile all’ospedale di Treviso, una struttura già provata dalla grave emergenza coronavirus: «In reparto» ci tiene a sottolineare il padre «tutti i medici e il personale si sono comportati con grande umanità, hanno fatto di tutto e di più, a loro va il nostro ringraziamento. Era una gravidanza ad alto rischio e lo sapevamo, ma la bambina stava bene e in pancia era viva, non vedevamo una ragione per interromperla. Dopo averla battezzata e si è addormentata tra le braccia della mamma. Siamo sereni».

Papà Francesco Sartore e la madre Giulia Bortoletto, originaria di San Trovaso, vivono a Venezia, ma hanno scelto di affrontare questo delicato passaggio al Ca’ Foncello, stando vicino ai nonni materni. Al posto del funerale una cerimonia privata di commiato. Al termine dell’emergenza coronavirus sarà celebrata una messa in suffragio nella parrocchia di San Trovaso. Tutta la comunità della frazione, dove la famiglia Bortoletto è molto conosciuta (in particolare nonno Roberto), si stringe nel cordoglio, per questa prematura perdita che testimonia una scelta di fede.