Vittorio Veneto. Evelina Iannuzzo, 89 anni, non ce l’ha fatta: era molto impegnata nel sociale. Indagato per omicidio stradale il conducente della Ford.
VITTORIO VENETO. Non ce l’ha fatta Evelina Iannuzzo, l’anziana falciata mercoledì da un’auto, a due passi da casa. L’89 enne stava attraversando la strada sulle strisce pedonali, davanti all’ipermercato Emisfero di via Matteotti, quando è stata travolta da una Ford guidata da un 81enne, ora indagato per omicidio stradale. La pensionata è spirata la mattina del 18 febbraio alle 10, ad appena 24 ore dall’investimento, nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Oderzo dove era stata trasportata. La situazione della donna era apparsa disperata fin dai primi soccorsi dei sanitari accorsi sul luogo dell’incidente. Oltre al trauma cranico, Evelina aveva riportato fratture in tutto il corpo.
Fatto di tutto per salvarla«Aveva superato tre crisi cardiache», racconta affranto il figlio Luigi, «era riuscita anche a passare bene la notte, ma purtroppo alla quarta crisi il suo cuore ha ceduto». Dopo l’incidente l’89enne era stata trasportata per qualche ora all’ospedale di Vittorio Veneto. Nel pomeriggio era stata trasferita con l’elisoccorso al Ca’ Foncello di Treviso per un consulto con il neurochirurgo, nel tentativo di ridurre l‘edema cerebrale causato dal grave trauma cranico. Da qui il trasferimento in terapia intensiva all’ospedale di Oderzo, per carenza di posti letto nel nosocomio trevigiano.
L’incidente
La mattina di mercoledì 17 febbraio Evelina Iannuzzo era uscita dalla sua abitazione di via Sebastiano Caboto per fare alcuni acquisti all’ipermercato Emisfero. Aveva fatto appena in tempo a fare alcuni passi sulle strisce pedonali, quando è stata investita da una Ford Fusion, guidata da un 81 enne. L’anziano stava per uscire dalla rotatoria per dirigersi verso San Giacomo di Veglia, ma non si è accorto della donna che stava attraversando sulle strisce zebrate.
La città è rimasta scossa, quando nella tarda mattinata del 18 si è sparsa la notizia che Evelina non ce l’aveva fatta. Era molto conosciuta in città, soprattutto per il suo impegno nel sociale. Era vicepresidente del Movimento della terza età. Originaria di Fontanarosa, in provincia di Avellino, era stata emigrante in Svizzera nei primi Anni Sessanta. Nel paese elvetico aveva conosciuto il futuro marito, Tommaso De Zan, quindi si era stabilita in città nel 1971. Rimasta vedova, diciassette anni fa, non si era persa d’animo restando sempre molto attiva. Nonostante i suoi 89 anni, si gestiva da sola un orto da 700 metri quadrati, oltre a portare il suo aiuto alle persone in difficoltà.
L’impegno e l’altruismo
Faceva la spesa per le persone, spesso più giovani di lei, costrette in casa dall’infermità. Evelina era nota anche per essere la storica custode della storica chiesetta di via Galvani. Era lei che si occupava di tenere in ordine l’edificio sacro. E fu proprio lei che lo scorso 10 ottobre scoprì che dalla piccola chiesa erano state trafugate tre statue della Madonna.
«Mia madre era sempre pronta ad aiutare tutti», dice commosso il figlio, «anche nell’associazione degli anziani, si dava un gran da fare, per esempio, in occasione delle gite raccoglieva i nominativi e si preoccupava se qualcuno non poteva partecipare. E così in tutte le altre attività cercava di dare il meglio». Evelina avrebbe compiuto 90 anni il prossimo 14 ottobre. Lascia i figli Ivana e Luigi, i nipoti Alice e Thomas.