Treviso. Falciato dal Tir, muore dopo 8 anni di coma

L’oculista Roberto Casari Bariani è spirato al Menegazzi: era stato un pilastro di Borgo Cavalli. Lascia moglie e tre figli.

TREVISO. Da otto anni e mezzo, da quando un mezzo pesante lo aveva falciato e trascinato all’incrocio fra strada Ovest e via San Pelajo, non si era più svegliato dal coma. Unici segni di vita l’apertura dei suoi occhi così intensi e la respirazione autonoma.
Ma ieri mattina Roberto Casari Bariani, oculista dell’Usl 2, si è arreso infine, a un condizione irreversibile, mai evolutasi nel corso di questi anni. E aggravatasi negli ultimi giorni. È spirato in un letto della casa di riposo Menegazzi dell’Israa a San Giuseppe, dov’era assistito dal 2014

Aveva 69 anni. Lo piangono i familiari, la moglie, i figli e i nipoti: il mondo medico, non solo del capoluogo; e la comunità di Sant’Antonino, dove risiedeva. Era uno dei pilastri dell’ambulatorio di oculistica di Borgo Cavalli, all’interno dell’equipe di 11 specialisti.
Nell’azienda sociosanitaria, allora Usl 10, era entrato a metà degli anni ’80, e fino al giorno dell’incidente era stato sempre un autentico riferimento, per la sua preparazione e la sua disponibilità verso gli utenti. Affranti i colleghi, dopo che la notizia è circolata ieri negli ambienti medici, ospedalieri e dell’Usl 2.
Di famiglia polesana, Casari Bariani era entrato all’Usl dopo la laurea in medicina e la successiva specializzazione.
Fra le sue passioni, il tennis da tavolo – era stato atleta, tesserato con la Dinamis Paese, assieme al collega Mazen Habaibeh, suo grande amico – e la bici da corsa, con cui amava raggiungere Montello, colli e monti. «Era una persona di grandissimo spessore umano, e un medico molto preparato», lo ricorda Habaibeh, «Di una gentilezza innata, che colpiva tutti. Non amava i riflettori, ma lascia un’impronta forte in tutti, non appena lo si conosceva».
La mattina del 12 aprile 2012, era partito da casa presto, in direzione Montello, anziché raggiungere Villorba o Ponzano in auto e poi partire da lì come faceva spesso per “saltare” il traffico cittadino. Al ritorno in città dopo la pedalata, un terribile destino lo attendeva all’incrocio di via San Pelajo con viale delle Repubblica, davanti alla pizzeria da Pino.
Un Tir guidato da un rumeno residente in Italia aveva svoltato a destra centrandolo, e poi, non accorgendosi di aver travolto il ciclista, aveva trascinato il medico per oltre 20 metri, prima che gli automobilisti e i passanti, a colpi di clacson e di segnali disperati all’autista, facessero finalmente fermare il conducente. Ed erano stati necessari i sollevatori dei vigli del fuoco, per alzare il Tir e consentire di soccorrere il medico.
Le sue condizioni erano apparse disperate, ma il secondo tentativo di rianimazione era riuscito. Purtroppo i danni cerebrali – testimoniati dal caschetto spezzato rimasto sull’asfalto – erano stati gravissimi.
Casari Bariani lascia la moglie Anna, i figli Enrico Alessandro ed Eleonora, i nipoti Leonardo, Emma, Tommaso e Alberto. Ancora da stabilire la data dei funerali.