E’ la persona che ha preceduto l’attuale responsabile, Bruno Crosato, nominato cavaliere della Repubblica dal presidente Mattarella per i meriti conseguiti nell’emergenza Covid. “Finelli era una figura importantissima per tutti e fino al 2010 è rimasto attivo sul campo”, racconta Crosato.
Anche dopo gli 80 anni compiuti, non aveva smesso di sostenere gli alpiniche indossano la tuta gialla, infondendo coraggio e coinvolgendoli con il suo entusiasmo. Era considerato un “grande vecio” dell’Artiglieria Alpina, Gruppo Belluno ed era iscritto al gruppo Città di Treviso.
“Purtroppo, per varie vicissitudini, non ho mai avuto il piacere di conoscerlo di persona, ma ho letto e sentito molto di lui, era un punto di riferimento” dichiara il presidente della Sezione Ana di Treviso Marco Piovesan che riporta la frase di un volontario di Protezione civile al tempo del terremoto in Umbria: «Finelli era un uomo eccezionale, sapeva farsi obbedire da tutti senza mai alzar la voce, quasi senza comandare: era soprattutto l’esempio che dava a trascinare la gente».Più volte aveva coordinato in sinergia con la Provincia le esercitazioni sul fiume Piave, simulando gli interventi in caso di esondazione. Era una persona attiva ed entusiasta, con profondo senso del dovere. Non solo credeva nell’importanza della Protezione civile quale servizio prezioso alla comunità, ma ha lavorato con tenacia affinché fosse riconosciuta e diffusa.
Il generale Giancarlo Finelli lascia la moglie Vittorina, i figli Giorgio con Rita e Tiziano con Miriam. I funerali saranno celebrati nei prossimi giorni nella parrocchia di Santa Maria del Rovere.